Il prezzo dell’oro è ai massimi e le insegne “Compro Oro” sono ovunque. Molti entrano convinti di incassare cifre importanti, ma escono con molto meno del previsto. La differenza tra quotazione ufficiale e somma pagata può superare il 20-30%.
E spesso nessuno spiega davvero come viene calcolato il valore.
Da esperto di metalli preziosi, ti mostro cosa succede dietro il banco e come evitare di perdere soldi.
Vendere oro non è solo una questione di grammi: è una questione di purezza, margini, fiscalità e dinamiche di mercato.
Come viene calcolato il prezzo dell’oro usato
Quando senti dire “l’oro oggi vale 65 euro al grammo”, si parla della quotazione dell’oro puro (24 carati, 999/1000).
Ma la maggior parte dei gioielli italiani è in oro 18 carati, cioè 750/1000.
Questo significa che su 1 grammo di oro 18 kt:
0,75 grammi sono oro puro
0,25 grammi sono leghe (rame, argento, altri metalli)
Quindi il calcolo corretto è:
Quotazione oro puro × 0,75 = valore teorico dell’oro 18 kt
E qui arriva il primo scarto tra teoria e realtà.
Il margine del compro oro: la parte che incide davvero
Il compro oro non paga il valore teorico pieno.
Applica uno spread commerciale, cioè un margine di guadagno.
Questo margine può variare tra:
5% nei casi più competitivi
15-30% nei casi meno trasparenti
Esempio pratico:
Quotazione oro puro: 65 €/g
Oro 18 kt teorico: 48,75 €/g
Prezzo pagato reale: 38-45 €/g
Differenza su 100 grammi: anche oltre 1.000 euro.
Molti vendono senza fare questo calcolo.
Bilancia e pesatura: un dettaglio tecnico fondamentale
Un altro punto poco spiegato riguarda la pesatura.
Il peso viene calcolato:
Al lordo delle pietre?
Al netto?
Con tolleranza sulla bilancia?
Le bilance devono essere omologate e visibili al cliente.
Se il peso non viene mostrato chiaramente, è un campanello d’allarme.
Oro 18, 14 o 9 carati: differenze che cambiano tutto
Non tutto l’oro è 18 kt.
24 kt → 99,9% oro
18 kt → 75% oro
14 kt → 58,5% oro
9 kt → 37,5% oro
Un gioiello 9 carati può valere quasi la metà rispetto a uno 18 kt, anche se visivamente simile.
Confondere le carature è uno degli errori più frequenti.
Le pietre preziose: spesso ignorate o sottovalutate
Molti gioielli contengono:
Diamanti
Zaffiri
Rubini
Smeraldi
Nella maggior parte dei compro oro:
Le pietre vengono rimosse
Oppure non vengono pagate
Oppure ricevono una valutazione minima
Ma una pietra certificata può avere un valore autonomo significativo.
Esempio: un diamante da 0,50 carati con buona purezza può valere centinaia o migliaia di euro.
Se vendi tutto come “oro da fusione”, perdi il valore gemmologico.
Cosa non ti dicono sul processo di fusione
Il compro oro non rivende il tuo gioiello così com’è.
Il processo è questo:
Raccolta
Fusione
Raffinazione
Rivendita all’ingrosso
Ogni passaggio ha un costo.
Il margine applicato serve a coprire:
Rischio prezzo
Costi di gestione
Trasporto
Raffinazione
Fiscalità
Questo spiega perché il prezzo pagato non può essere identico alla quotazione ufficiale.
Ma non giustifica margini eccessivi.
Dati di mercato: perché ora pagano “di più”
Negli ultimi anni il prezzo dell’oro ha registrato forti oscillazioni con picchi storici.
Quando il prezzo sale:
Aumenta la concorrenza tra operatori
Crescono le campagne pubblicitarie
Si alzano temporaneamente le valutazioni
Ma attenzione: il prezzo può scendere rapidamente.
Vendere in fase di euforia può essere vantaggioso, ma solo se il margine è corretto.
Errori comuni che fanno perdere soldi
Ecco cosa vedo spesso:
Entrare nel primo negozio senza confrontare più offerte
Non controllare la quotazione del giorno
Non distinguere la caratura
Vendere gioielli con pietre preziose senza perizia
Agire sotto pressione economica
Il bisogno urgente è il peggior consigliere.
Quanto incide davvero la differenza di valutazione?
Esempio realistico:
Hai 120 grammi di oro 18 kt.
Quotazione teorica: 48 €/g
Valore teorico totale: 5.760 €
Offerta A: 39 €/g → 4.680 €
Offerta B: 44 €/g → 5.280 €
Differenza: 600 euro.
Per 30 minuti di confronto.
Aspetti fiscali: quando scattano controlli
La vendita di oro usato è tracciata.
Pagamenti sopra determinate soglie devono avvenire con strumenti tracciabili.
In alcuni casi:
Può essere richiesta documentazione
Possono esserci controlli su operazioni frequenti
Se l’oro deriva da investimento (lingotti), può generare plusvalenza tassabile.
Molti confondono oro da gioielleria e oro da investimento.
Quando NON conviene vendere
Non sempre il prezzo alto significa convenienza.
Può non convenire se:
Il gioiello ha valore storico o artigianale
Le pietre hanno certificazioni
L’oggetto è firmato da brand importanti
L’oro rappresenta riserva patrimoniale strategica
Vendere tutto per liquidità immediata può essere una scelta miope.
Cosa fare concretamente prima di entrare in un compro oro
Checklist operativa:
✔ Controlla la quotazione dell’oro puro aggiornata
✔ Calcola il valore teorico in base alla caratura
✔ Rimuovi e fai valutare separatamente le pietre
✔ Confronta almeno 3 operatori
✔ Chiedi il prezzo al grammo prima della pesatura
✔ Pretendi trasparenza sulla bilancia
Con questi passaggi puoi aumentare il ricavo anche del 15-20%.
Oro come riserva di emergenza
L’oro di famiglia spesso rappresenta:
Risparmio intergenerazionale
Sicurezza contro inflazione
Copertura in momenti di crisi
Venderlo è una decisione patrimoniale, non solo commerciale.
Serve consapevolezza.
FAQ – Domande frequenti
Quanto paga in media un compro oro?
Dipende dal margine applicato: generalmente tra il 70% e l’85% del valore teorico del contenuto in oro.
Le pietre preziose vengono pagate?
Spesso no, a meno che non siano di qualità certificata e valutate separatamente.
Conviene vendere quando il prezzo è alto?
Può essere conveniente, ma solo dopo aver calcolato correttamente il valore reale.
È obbligatorio mostrare la bilancia?
Sì, deve essere omologata e visibile al cliente.
Posso rifiutare l’offerta dopo la pesatura?
Certamente. Non sei obbligato a vendere.
Il mondo dei compro oro non è una truffa, ma è un mercato con regole precise e margini variabili.
La differenza tra un buon affare e una perdita significativa sta nella preparazione.
Sapere quanto ti pagano davvero significa entrare informato e uscire soddisfatto.

Paolo Rebutti è un esperto di gemme e pietre preziose con anni di esperienza nel settore della gemmologia e della valutazione di minerali rari. Nel corso della sua carriera ha collaborato con laboratori, gioiellerie e collezionisti, distinguendosi per precisione, rigore scientifico e grande capacità divulgativa. È professore presso l’Università di Messina, dove insegna discipline legate alla gemmologia e alla mineralogia, formando nuove generazioni di professionisti con un approccio pratico e appassionato. La sua competenza unisce ricerca accademica ed esperienza sul campo, rendendolo un punto di riferimento nel mondo delle pietre preziose.
Certificazioni: Orientamento.ch (https://www.orientamento.ch/dyn/show/1900?id=657)
